

C’è un momento preciso, nella vita di chi affronta l’Alzheimer, in cui il mondo esterno e il mondo interiore smettono di parlarsi. In quel vuoto, un gesto può essere frainteso: una mano che si avvicina può spaventare, un oggetto quotidiano può sembrare una minaccia.
Ma cosa succede se proviamo a guardare quei gesti con gli occhi del cuore e della memoria?
Nasce da questa domanda lo spot sociale realizzato all’interno della nostra Residenza Protetta “San Francesco” di Monte San Pietrangeli. Non è solo un video, è un ponte gettato verso la comprensione di una malattia che spesso ci lascia senza parole.
La storia di Ezio: quando le bende diventano guantoni
Il protagonista del video è Ezio, un uomo che ha trascorso gran parte della sua giovinezza sul ring. Per un ex pugile, il rito delle garze strette intorno alle nocche è un ricordo indelebile, un simbolo di forza e preparazione.
Nello spot, vediamo Ezio reagire con agitazione quando gli operatori cercano di medicarlo. Per chi osserva dall’esterno, è un comportamento difficile da gestire; per Ezio, però, quelle garze non sono strumenti sanitari, ma il richiamo della sua vecchia vita. La sua non è aggressività, è memoria che lotta.
Abbiamo cercato di ‘ammorbidire’ la malattia”, racconta Alberto Del Bello, responsabile della struttura e ideatore dello spot. “Volevamo mostrare che i comportamenti che a volte feriscono o spaventano sono, in realtà, il tentativo disperato di un passato che cerca di riemergere in un presente che il malato non riconosce più“.
Un cast speciale
La forza di questo progetto risiede nella sua autenticità. Non abbiamo voluto attori, ma frammenti di vita vera. Ezio ha interpretato se stesso, portando davanti alla camera la sua dignità e la sua storia, mentre Suo nipote, Riccardo, ha interpretato il nonno da giovane, creando un cortocircuito emotivo tra generazioni e sua figlia, Vanina, ha condiviso con noi la tenerezza di un legame che l’Alzheimer non può spezzare. I nostri operatori hanno interpretato il loro ruolo quotidiano, a testimonianza di una cura che va oltre il semplice dovere professionale.
A dare voce a questo racconto è stata la sensibilità dell’attrice Simona Ripari, la cui narrazione accompagna lo spettatore attraverso le pieghe di questa storia.
Oltre lo spot: la nostra visione
Questo video è l’ultimo tassello di un percorso che la Residenza San Francesco porta avanti da anni. Crediamo fermamente che le case di riposo non debbano essere luoghi isolati, ma centri di vita, arte e cultura. Attraverso la musica, il video e la creatività, stimoliamo i nostri ospiti a restare protagonisti della propria esistenza e cerchiamo di mandare messaggi forti alla comunità.
L’Alzheimer ci toglie molto, ma non può toglierci la capacità di emozionarci. A volte, basta una vecchia foto regalata a Natale — come accade nel finale del nostro spot — per vedere negli occhi di chi amiamo un sussulto di gioia: il segno che la memoria, anche se per un istante, ha vinto.










