

C’è un filo che lega le nostre attività, sottile ma resistente, che si intreccia tra scuole, centri di aggregazione, case delle famiglie e strade dei nostri paesi. È il filo dell’educazione: quella che accompagna, che sostiene, che crea occasioni di crescita per bambini, adolescenti e giovani con e senza disabilità, tutto grazie agli educatori.
Da anni la nostra cooperativa lavora nel territorio dell’Ambito XX con un obiettivo semplice da dire e complesso da realizzare ogni giorno: essere presenti nella vita reale delle persone, non in spazi separati o distanti, ma lì dove i ragazzi vivono, studiano, giocano, crescono.
Vi raccontiamo cosa facciamo, con qualche numero e qualche parola in più.
Quattro modi di stare vicino ai ragazzi
Il nostro impegno si articola in quattro grandi aree di intervento: l’integrazione scolastica, l’educativa territoriale, i centri di aggregazione e l’educativa di gruppo e tempo libero. Sono ambiti diversi, pensati per momenti diversi della giornata e della crescita di un ragazzo, ma che condividono la stessa idea di fondo: nessuno deve sentirsi escluso.
Integrazione scolastica: accanto agli studenti, ogni giorno
I nostri educatori professionali affiancano quotidianamente i ragazzi con disabilità nel loro percorso scolastico, sostenendoli nell’apprendimento, nell’autonomia e nella partecipazione alla vita di classe. Non si tratta solo di “assistenza”: è un lavoro fatto di mediazione relazionale tra pari e adulti, di sviluppo dell’autonomia e dell’autodeterminazione, di attenzione al benessere emotivo, nella gestione delle piccole frustrazioni quotidiane come dei successi.
In classe lavorano fianco a fianco educatori professionali ed esperti in Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), coordinati per garantire percorsi coerenti nel tempo. Nel 2025 abbiamo coinvolto 103 educatori, al fianco di 225 alunni seguiti quotidianamente nelle scuole del territorio.
Educativa territoriale: l’educazione esce di casa
L’educativa territoriale per giovani disabili è un servizio pensato per portare l’intervento pedagogico fuori dai contesti istituzionali, dentro gli spazi di vita reale dei ragazzi: piazze, parchi, mezzi di trasporto pubblico, negozi di vicinato, centri di aggregazione, impianti sportivi, cinema, oratori, biblioteche. Anche la casa della persona diventa, quando serve, un luogo di lavoro educativo, per costruire piccoli passi di autonomia personale.
Gli obiettivi che ci guidano sono chiari: potenziare l’autonomia nella gestione del quotidiano, favorire relazioni significative con la comunità, prevenire l’isolamento del ragazzo e della sua famiglia, sostenere le competenze cognitive, relazionali e motorie residue, e offrire alle famiglie un sollievo concreto nella gestione di tutti i giorni, integrandosi nella rete di cura.
Un impegno importante, che nel 2025 ha coinvolto 53 operatori al servizio di 250 utenti.
I Centri di Aggregazione Giovanile: spazi dove sperimentarsi
I C.A.G. sono spazi ludici polivalenti pensati per bambini, bambine e adolescenti: luoghi di incontro e socializzazione, ma anche di crescita e sviluppo di competenze, dove l’accesso è libero e la partecipazione è sempre volontaria.
Nell’Ambito XX gestiamo cinque centri, ognuno con la propria storia e la propria identità:
- La Tela del Ragno – Porto Sant’Elpidio
- Icaro – Monte Urano
- Baraonda – Sant’Elpidio a Mare (Cascinare)
- Wonder – Sant’Elpidio a Mare
- C.A.B.A. – Officina Natura – Porto Sant’Elpidio
Nei nostri centri i ragazzi trovano assistenza allo studio, una sala lettura e relax, una sala prove musicale, una sala PC, una sala LIM e un servizio di sostegno linguistico: spazi diversi per bisogni diversi, dalla musica ai compiti, dal gioco al confronto con i pari.
Numeri che raccontano una presenza costante sul territorio: 8 persone di staff coinvolte, 353 ragazzi iscritti e, solo nel 2025, 9.548 accessi ai nostri centri.
Educativa di gruppo e tempo libero: crescere insieme
Un intervento pedagogico e sociale pensato per favorire crescita, inclusione e benessere collettivo attraverso la relazione tra pari. Qui il gruppo diventa la vera risorsa: si lavora su socializzazione, competenze relazionali, potenziamento delle autonomie, gestione del tempo libero e prevenzione del disagio, attraverso laboratori ludico-espressivi e attività condivise.
I vantaggi di questo modo di lavorare sono tanti: il sostegno reciproco favorisce l’interdipendenza positiva e la responsabilità individuale, spingendo il gruppo a unire le forze; l’inclusione reale valorizza le diversità individuali come risorse preziose, stimolando lo sviluppo emotivo in un contesto protetto; gioco e creatività permettono infine di apprendere e socializzare in modo naturale ed efficace.
Nel 2025 abbiamo attivato 4 gruppi di educativa di gruppo, con 8 educatori coinvolti e 25 partecipanti, e 1 gruppo di tempo libero, con 6 educatori e 13 partecipanti.
Le persone dietro ai numeri
Dietro ogni numero ci sono volti, competenze e un lavoro di squadra quotidiano. Nei nostri servizi operano educatori professionali, esperti in metodologie didattiche e relazionali; coordinatori, che supervisionano i percorsi educativi e la rete dei servizi; ed esperti CAA, specialisti in Comunicazione Aumentativa Alternativa, fondamentale per garantire a tutti, anche a chi non comunica in modo verbale, il diritto di essere ascoltato e capito.
Uno sguardo d’insieme
Se metti insieme tutti i nostri servizi nell’Ambito XX, il quadro che emerge è quello di una rete fitta e capillare: oltre 170 persone coinvolte tra educatori, coordinatori ed esperti, e più di 830 ragazzi e famiglie seguiti in un solo anno, tra scuole, centri di aggregazione, percorsi territoriali e attività di gruppo.
Ma più dei numeri, quello che ci teniamo a raccontare è lo spirito che li anima: la convinzione che ogni ragazzo, con o senza disabilità, abbia diritto a spazi di crescita, relazione e libertà. Che l’educazione non sia qualcosa che si fa per qualcuno, ma qualcosa che si costruisce con qualcuno, giorno dopo giorno, nei luoghi reali della vita.
È questo il filo rosso che continueremo a tessere, insieme alle famiglie, alle scuole e alle comunità dell’Ambito XX.





































